Il mio mondo è Venezia

Io da qui sento il loro profumo. Aspetto aprile, forse maggio. Sono corte, larghe e schiacciate con un colore verde che può virare al grigio. Per prenderle usiamo le trezze, poggiandole sul fondo della laguna. E poi ci aiutiamo con le serraglie. Boccino lanciato…adesso vediamo! Le serraglie sono dei cassoni fatti di pali, li mettiamo in... Continue Reading →

Billy The Marlin – Miami Parte Seconda

Quindi questo è il baseball. Quello vero, intendo. Non quella versione a uso e consumo di tutti che lo definiscono (senza conoscere) noioso e pieno di pause. Il baseball, quello vero, non è noioso ma noiosissimo. E le pause…beh…eh…mah…pause…quelle…beh…quante ne vuoi. Ma il suo incredibile fascino sta proprio in questo: nell’aspettare che succeda qualcosa in... Continue Reading →

Welcome to Miami

A Miami si mangia il pollo. Tanto pollo. Troppo pollo. Per fortuna lo cucinano in maniera variegata: fritto, fritto fritto, frittissimo, molto fritto. E grigliato. Io ho mangiato pollo come tutti i polli che mangiano a Miami. Costava poco ed era buono ma non buonissimo. Perché dopo dieci giorni di croccante ripetitività anche il caviale... Continue Reading →

James and The Dreams

«Could u wake me up at 7:00 and could u leave me a couple of dollars. P.S. Keep this paper. Imma be a star». James Harden ha dodici anni e le idee maledettamente chiare quando scrive questo biglietto per la madre. Vive a Compton, uno dei sobborghi più malfamati di Los Angeles. Suo padre è... Continue Reading →

Verona a 40 cm da terra

Mi chiamo Gaia e sono un labrador nero. Ho undici anni e ne compio dodici il 13 ottobre. C'è tempo, quindi. Sono un cane. Per questo ho pensieri basici: ho sonno, devo fare la pipì, sono contenta di vederti, devo fare la cacca e ho fame. Quella sempre, tanta. Ogni tanto rubacchio qualcosa da mangiare,... Continue Reading →

Aperitivo

«Certo la città non è più quella di una volta». Oddio, dove vuole arrivare? «Troppi stranieri, troppi negri. Non ho niente contro di loro. Poverini, non mi hanno mai fatto niente di male. Però sono troppi». Lo sapevo, comincia a farmi male lo stomaco. «Per fortuna adesso c’è un sindaco di destra. Come si chiama?».... Continue Reading →

La mosca

Seduto sulla sedia di paglia con il bicchiere di vino poggiato sopra il tavolo di legno, lo sguardo duro sotto il cappello e il bastone curvo nella mano sinistra. La mosca ferma sull’indice della mano destra. Il dito si muove di scatto, la mosca si alza e si abbassa di nuovo. Sull’indice della mano destra.... Continue Reading →

KB3 e le 42 triple doppie

Il suo amico Il rumore e il silenzio in un secondo e otto decimi. Il rumore dei tifosi che ti fischiano contro, il rumore degli avversari che chiamano la difesa, il rumore della palla infilata nella retina, il rumore della sirena finale. E, poi, il silenzio. Di quei tifosi che ti fischiavano contro e di... Continue Reading →

Non solo pugni

Ricordo il caldo. E il rumore di chi trattiene il fiato. Una sensazione emozionale più che una percezione uditiva: una chiara aspettativa che si verificava tra un colpo e l’altro. Un colpo e un colpo e un colpo. Se tolgo dalle mie orecchie la lotta, rimane solo l’attesa. E l’attesa s’impadronisce di quei volti che... Continue Reading →

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