Io sono spagnolo

Quando una cultura di morte non può essere spiegata. E neppure capita Non capisci. Non capisco. Siamo troppo distanti. Tu cosa vedi? Io vedo l’ombra e vedo il sole, vedo porte socchiuse e sento sbuffi secchi. Chiamarla corrida non ha senso, non è corretto. Quelli che sono fuori dalla Plaza la nominano così. Chi è... Continue Reading →

Senza barriere

Urko Carmona non si pone limiti La montagna ti guarda immobile, non ama l'arroganza e punisce la fretta. Il coraggio è sempre un rischio calcolato, un modo di vivere in sicurezza con al consapevolezza che il tempo può cambiare e quello che prima sembrava sole adesso diventa fatica. Non è una questione di  quanto, piuttosto,... Continue Reading →

Di chi è questa opera?

La polemica tra l'artista Blu e i curatori della mostra bolognese Street Art – Bansky&Co apre una contesa senza apparente soluzione Per discutere di riqualificazione urbana bisogna partire dal concetto di brutto. Che, ovviamente, pare subito un fatto molto soggettivo. Chi dice cosa piace? E perché qualcuno decide arbitrariamente di regalarmi la sua arte senza... Continue Reading →

L’elefante di pezza

Sono un elefante di pezza. Ho grosse orecchie e lunghe zanne, tutto decisamente morbido. Sono grigio di colore ma la pancia è inspiegabilmente bianca. Non ho bocca eppure la proboscide cade sopra un’espressione compiaciuta. Onestamente sono bello, simpatico sicuramente. Un tipo, si direbbe. Non ho un nome, anche se chi mi ha comprato tende a... Continue Reading →

L’albero degli impiccati

Giunse all’albero degli impiccati e vide dieci corpi penzolare. Nebbia e freddo erano corredo al suo tabarro di lana pesante. Il giorno prima aveva ucciso. Il mese prima era scappato da Buturo. L’anno prima aveva seppellito sua madre. Era un brigante pericoloso, diceva la gente. Lui accarezzava il coltello e si vedeva bambino quando rubava... Continue Reading →

Floating Piers, who cares?

L’opera di Christo ha richiamato sul lago d’Iseo un milione e mezzo di visitatori la cui consapevolezza dell’opera è tutta da dimostrare Mettiamola così, il dress code dell’opera è costituito da canottiera e ciabatte. Non ci sono molte alternative. E, detto così, non pare bello. Anzi. Eppure il primo approccio che si ha con Floating... Continue Reading →

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